Quante volte ti sei sentito ripetere questa frase in banca mentre ti stavi lamentando per lo scarso rendimento degli investimenti che ti erano stati consigliati?
Il LUNGO TERMINE è uno dei miti preferiti dagli operatori bancari dell'industria finanziaria e dai promotori finanziari del risparmio gestito e come ogni mito ha in sé una certa dose di realtà ma anche un elevato grado di … fantasia. Il vero motivo per cui i "professionisti del risparmio" fanno riferimento sistematicamente al LUNGO TERMINE è dovuto essenzialmente a due fattori:
1. Il LUNGO TERMINE non è verificabile e rappresenta quindi un ottimo modo per prendere tempo e far mantenere attivo l'investimento del cliente quando i risultati non sono soddisfacenti.
2. Un tempo, diciamo dal dopoguerra fino alla fine degli anni '90, la logica degli "investimenti di lungo termine" in alcuni settori azionari tutto sommato pagava abbastanza anche se con fortissime differenze da periodo a periodo.
Il motivo della "morte" delle strategie di investimento passive di lungo termine è dovuto essenzialmente al mutamento dei mercati finanziari moderni ed in particolare all'avvento delle tecnologie che hanno velocizzato in maniera drastica gli orizzonti temporali e il succedersi di crisi e crolli importanti dei mercati come quello del 2000-2003 o il più recente del 2008-2009 (senza escludere che ne possa arrivare un altro a breve termine).
Premesso che, tecnicamente parlando, in finanza per LUNGO TERMINE si intende generalmente un periodo di tempo compreso tra i 6 e i 10 anni, avrai forse notato come l'argomento venga comunque spesso usato a sproposito anche per tempi assai più lunghi.
Ricordando che una banca o una SIM guadagnano ogni anno un importo importante sugli investimenti dei clienti chiamato "commissione di mantenimento" dal semplice fatto che l'investimento rimanga attivo e indipendentemente dal fatto che lo stesso sia in guadagno o in perdita, ho personalmente sentito più volte un notissimo presidente e fondatore di una delle principali banche italiane che ama pubblicizzare in tv personalmente i servizi e i prodotti distribuiti dalla propria banca dichiarare che:
"In borsa si investe soltanto denaro di lungo termine e solo ciò che si è disposti a perdere". Tali affermazioni sono palesemente tendenziose oltre che false perchè se il miliardario in questione può sicuramente permettersi di "tenere e aspettare" con posizioni in perdita altrettanto non può certo fare la persona comune che ha obiettivi personali e familiari su tutto l'arco temporale della propria vita e che deve evitare a tutti i costi di accusare perdite rilevanti se non vuole vedere svanire come una bolla di sapone il frutto di anni di fatica, risparmi e sacrifici.
Occorre di conseguenza fare lo sforzo di comprendere i meccanismi dei mercati e almeno le regole di base del mondo degli investimenti che, se ben conosciute e padroneggiate, possono dare a chiunque ben più di una soddisfazione sia nel breve che nel medio e nel lungo termine ed una assoluta minimizzazione dei rischi di perdita.
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